News

A quale velocità un’auto elettrica consuma meno energia? I risultati del test sono sorprendenti

Quando si organizza un tragitto, soprattutto in autostrada, la tentazione è sempre la stessa: premere sull’acceleratore per arrivare prima
Il test su strada: stessa distanza, quattro velocità (www.uniro.it)

C’è un punto preciso in cui velocità e autonomia smettono di andare d’accordo, ed è lì che si decide davvero quanto sarà comodo. 

Quando si organizza un tragitto, soprattutto in autostrada, la tentazione è sempre la stessa: premere sull’acceleratore per arrivare prima. Con le auto elettriche, però, questa scelta ha un prezzo molto più evidente rispetto ai motori tradizionali. Non si tratta solo di consumi, ma di autonomia reale, tempi di ricarica e margine di sicurezza.

Un test pratico, condotto su una Tesla Model 3 e documentato dal canale Carwire, ha provato a rispondere a una domanda concreta: quanto incide davvero la velocità sul consumo energetico?

L’esperimento è stato semplice ma efficace. Lo stesso percorso di circa 50 chilometri, prevalentemente autostradale, è stato ripetuto mantenendo velocità costanti: 81, 97, 113 e 129 km/h.

L’obiettivo era isolare una variabile — la velocità — per capire come cambia il consumo energetico senza interferenze legate al traffico o al tracciato.

Partendo dai dati raccolti e ipotizzando una batteria da 75 kWh, è stata poi stimata l’autonomia teorica e il tempo necessario per coprire una distanza più significativa, pari a 322 chilometri.

Non è un test scientifico in senso stretto, ma fotografa molto bene una situazione reale: quella di chi guida ogni giorno e deve decidere come gestire energia e tempi.

Più vai veloce, più “bruci” autonomia

Il risultato più sorprendente riguarda la velocità più bassa. A 81 km/h, il consumo si è fermato intorno ai 14 kWh per 100 km, con un’autonomia teorica di oltre 530 chilometri.

Un dato eccellente, che però ha un rovescio della medaglia: il tempo di percorrenza si allunga sensibilmente, arrivando a circa quattro ore su tratte lunghe.

Salendo a 97 km/h, il consumo cresce ma resta contenuto (circa 15,5 kWh/100 km), con un’autonomia ancora ampia, intorno ai 480 chilometri.

A 113 km/h il salto è più evidente: circa 19 kWh/100 km e autonomia che scende sotto i 400 chilometri. Tuttavia, il viaggio resta gestibile senza ansia da ricarica.

Il vero punto critico arriva a 129 km/h. Qui il consumo sfiora i 23 kWh/100 km e l’autonomia crolla attorno ai 320 chilometri. Il tempo di viaggio è il più breve, ma aumenta sensibilmente il rischio di dover cercare una colonnina lungo il percorso.

Quello che emerge con chiarezza è che non esiste una velocità “giusta” in assoluto, ma una fascia ottimale.

Il compromesso che cambia il viaggio(www.uniro.it)

Quello che emerge con chiarezza è che non esiste una velocità “giusta” in assoluto, ma una fascia ottimale.

Tra i 97 e i 113 km/h si trova il punto di equilibrio più interessante: i tempi si riducono rispetto a una guida troppo prudente, ma senza compromettere in modo drastico l’autonomia.

È qui che il viaggio diventa più fluido. Non si corre troppo, ma nemmeno si rallenta al punto da rendere il tragitto interminabile. Soprattutto, si riduce quella tensione tipica di chi guarda costantemente l’indicatore della batteria.

La vera differenza rispetto alle auto tradizionali

Il dato più importante non è solo numerico, ma culturale. Con un’auto elettrica cambia il modo di pensare il viaggio.

Non si tratta più soltanto di “quanto ci metto”, ma di come gestisco energia, soste e margini di sicurezza. La velocità, in questo contesto, diventa una scelta strategica.

Chi guida elettrico lo sa: arrivare qualche minuto dopo può significare evitare una ricarica, risparmiare tempo complessivo e ridurre lo stress.

E forse è proprio qui il punto. Perché sulla carta andare più piano sembra una rinuncia. Nella pratica, invece, può essere la chiave per viaggiare meglio.

Change privacy settings
×