Era il 19 gennaio 1980 quando un giovane attore romano, già noto in TV ma al suo debutto assoluto dietro la macchina da presa, lanciava nelle sale quella che sarebbe diventata una pietra miliare del cinema italiano: “Un Sacco Bello”.
Tra lo scetticismo generale dei produttori e l’afa di una Roma agostana e semivuota, Carlo Verdone spopolò, portando a casa un David di Donatello speciale e un Nastro d’Argento come miglior esordiente.
Oggi, a ben 45 anni da quel debutto leggendario, il film resta l’ultimo grande manifesto di un’Italia che non c’è più. Ma tra i tanti volti che hanno popolato quelle storie di solitudine e ironia, ce n’è uno che è rimasto impresso nel cuore di tutti: quello della bionda e solare Marisol, la turista spagnola che sconvolse l’estate del timido Leo.
Il “ciclone” Marisol: quella notte magica sul terrazzo di Trastevere
La storia di Leo Nuvolone è forse la più poetica del film. Un ragazzo ingenuo, goffo, schiacciato da una madre onnipresente (anche se presente solo al telefono), che si ritrova a soccorrere una ragazza straniera in difficoltà tra i vicoli di Trastevere. Marisol, con la sua borsa della spesa rovesciata e quel sorriso che profumava di libertà, convince il riluttante Leo a rimandare la partenza per Ladispoli e a ospitarla.
Chi non ricorda la cena romantica sul terrazzino o la passeggiata surreale in uno zoo deserto? Tra i due sembrava essere nato qualcosa di magico, un incontro tra mondi opposti che però si sgretola all’improvviso con l’arrivo del fidanzato di lei. Marisol sparisce così come era arrivata, lasciando Leo — e noi spettatori — con quel sapore dolceamaro di un’occasione sfuggita, pronti a tornare alla grigia routine dopo aver toccato il cielo con un dito.

Che fine ha fatto l’attrice che interpretò Marisol?
Dietro il volto della turista spagnola c’era Isabella De Bernardi, figlia dello sceneggiatore Piero (collaboratore storico di Verdone). Isabella non era un’attrice di professione, ma la sua naturalezza davanti all’obiettivo bucò lo schermo, rendendola un’icona istantanea.
Verdone stesso, ricordando quel periodo al Corriere della Sera, ha sottolineato come il film fosse intriso di una “verità” che oggi sembra perduta.
Dopo quella fortunata parentesi cinematografica (che la vide recitare anche in Borotalco e ne Il bambino e il poliziotto), Isabella ha scelto una strada diversa dal set. Si è allontanata dai riflettori per dedicarsi alla sua vera passione, la pubblicità, diventando un’affermata art director a Milano.
Anche se oggi il cinema è un ricordo lontano, per il pubblico rimarrà per sempre quella ragazza che, in una notte d’agosto, insegnò a Leo che anche nella solitudine di una città vuota può nascere un sogno bellissimo.








